Come uso l'intelligenza artificiale

E cosa non le faccio fare.


Un consulente privacy che mette in guardia dall'intelligenza artificiale e poi la usa tutti i giorni senza dirlo sarebbe, semplicemente, un ipocrita.

Io la uso. Tutti i giorni. Ed è anche il motivo per cui, quando vi spiego l'AI Act, non sto leggendo un regolamento ad alta voce: sto raccontando qualcosa che ho già dovuto risolvere per me.

Questa pagina esiste perché possiate decidere se fidarvi di me. Non troverete niente di promozionale qui sotto — solo come lavoro davvero.


Dove la uso

Per cercare dentro un provvedimento del Garante di ottanta pagine e trovare in tre minuti il punto che riguarda voi. Per confrontare due versioni della stessa norma e capire esattamente cosa è cambiato. Per tenere il passo con Bruxelles, che nell'ultimo anno ha riscritto il calendario dell'AI Act più di una volta e non ha avvisato nessuno.

In una parola sola: la uso per leggere più in fretta. Non per pensare al posto mio.


Dove non la uso mai

Non redige le vostre consulenze. Non valuta i vostri rischi. Non classifica i vostri trattamenti. Non decide se siete conformi.

Ogni documento che esce da NexData l'ho scritto, riletto e firmato io. Se contiene un errore, quell'errore è mio e ne rispondo io. Non esiste una versione di questo mestiere in cui la responsabilità sta da qualche altra parte.


I vostri dati

Questa è la parte che conta davvero, e ve la spiego nel dettaglio perché avete il diritto di sapere come funziona.

I vostri documenti non vengono caricati così come sono in nessun sistema di intelligenza artificiale. Prima passano da un software che gira in locale, sul mio computer, senza connessione a internet: nomi, codici fiscali, partite IVA, indirizzi e riferimenti identificativi vengono sostituiti da segnaposto. Solo la versione oscurata viene eventualmente elaborata. La tabella che collega i segnaposto ai dati reali resta sul mio computer e non viene trasmessa da nessuna parte.

Tradotto: quello che esce non permette di risalire a voi.

E una cosa che noterete per assenza: su questo sito non c'è nessun chatbot. Nessun assistente automatico raccoglie le vostre domande, nessuna conversazione viene registrata per addestrare qualcosa. Se scrivete, scrivete a me — e vi risponde una persona.


Perché ve lo racconto

Perché dal 2 febbraio 2025 l'AI Act chiede a chi usa sistemi di intelligenza artificiale di garantire un livello adeguato di competenza a chi ci lavora, e dal 2 agosto 2026 sono pienamente applicabili gli obblighi di trasparenza verso le persone. Sono adempimenti che riguardano anche la vostra azienda, con ogni probabilità più di quanto immaginiate.

Ho fatto per me quello che propongo a voi: ho mappato gli strumenti che uso, li ho classificati per rischio, ho messo per iscritto le regole con cui li uso. Il risultato è qui sotto, pubblico e consultabile.

Se leggendo questa pagina vi è venuta in mente una domanda sulla vostra azienda, quella domanda vale una telefonata. Sono trenta minuti e non costano niente.


StrumentoCosa faCome lo usoClassificazione AI ActDati
Claude (Anthropic)Modello linguistico di grandi dimensioni (GPAI). Ricerca normativa, analisi documentale, redazione e revisione di testi.Ricerca su fonti primarie (Garante, EUR-Lex), analisi di normative, prima stesura di materiali divulgativi. Mai per valutazioni di rischio o decisioni di conformità.Rischio minimo — uso professionale interno senza decisioni automatizzate su persone. Obblighi di trasparenza Art. 50 non applicabili: nessun sistema di chatbot rivolto a terzi.Cloud (Anthropic, USA). Nessun dato cliente immesso: i documenti passano prima da Anonimatizzatore Retoria.
Gemini (Google)Modello linguistico e multimodale (GPAI). Ricerca, generazione di contenuti visivi, monitoraggio normativo.Generazione di immagini per contenuti divulgativi, ricerca complementare su aggiornamenti normativi.Rischio minimo — uso creativo e di ricerca interno, nessuna decisione automatizzata su persone.Cloud (Google, UE/USA). Nessun dato cliente immesso.
NotebookLM (Google)Strumento di analisi e sintesi documentale basato su GPAI. Elabora documenti caricati e genera sintesi, audio overview e risposte contestuali.Analisi e organizzazione di provvedimenti normativi lunghi, fonti primarie del Garante (caricate come PDF). Nessun documento cliente.Rischio minimo — analisi di documenti pubblici e normativi per uso interno.Cloud (Google, UE/USA). Solo documenti normativi pubblici. Nessun dato cliente.
LovablePiattaforma di sviluppo web assistita da IA. Genera e modifica codice per siti web.Costruzione e manutenzione di questo sito. Non tratta dati di clienti.Rischio minimo — strumento di sviluppo software, nessuna interazione con dati personali di terzi.Cloud (Lovable, UE). Nessun dato cliente.
Anonimatizzatore RetoriaApp desktop italiana (Associazione Retoria, Milano) per la pseudonimizzazione locale di documenti prima dell'uso con sistemi IA cloud. Riconosce 23 tipologie di PII: nomi, codici fiscali, partite IVA, IBAN, indirizzi, email, telefoni e altri. Nessun dato inviato a server esterni.Fase obbligatoria prima di qualsiasi elaborazione cloud. Ogni documento dei clienti viene oscurato in locale: i dati identificativi vengono sostituiti da segnaposto, solo la versione anonimizzata raggiunge Claude o Gemini, i dati reali vengono ripristinati in locale al termine.Strumento di supporto alla conformità — progettato per ridurre i rischi di data breach nell'uso professionale dell'IA. Elaborazione 100% locale, nessun modello cloud.100% locale. Nessun dato esce dal computer.

Questa mappatura è aggiornata a settembre 2026. Classificazioni basate sul Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e sul Regolamento (UE) 2026/1744 (Digital Omnibus). Come utilizzatore — non fornitore — degli strumenti elencati, gli obblighi principali di conformità sui sistemi GPAI ricadono sui rispettivi fornitori. Gli obblighi di trasparenza dell'art. 50 (chatbot verso terzi) non si applicano al presente sito, che non dispone di sistemi automatizzati di interazione con gli utenti.


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